Il Doppio Ducato di Guglielmo II Paleologo: l’eleganza e il fascino della zecca di Casale Monferrato

Articolo di Greta Gazzaniga

Un piccolo gioiello della numismatica italiana

La zecca di Casale di Monferrato rappresenta una realtà di dimensioni contenute ma di straordinaria importanza per la numismatica italiana, avendo prodotto nel corso del tempo monete di grande fascino e rarità, particolarmente apprezzate dai collezionisti per la qualità e l’eleganza dei ritratti. Tra le “teste” più ricercate figurano quelle della famiglia Paleologo e, in particolare, quelle degli ultimi membri della dinastia che resse il marchesato, come Guglielmo II

L’innovazione di Guglielmo II: il volto del potere

Con Guglielmo II Paleologo si assiste a una significativa innovazione iconografica. Egli fu infatti il primo marchese di Monferrato a far apporre il proprio ritratto sulle monete della zecca di Casale. Tra le emissioni più rappresentative di questo periodo spicca il doppio ducato, del quale sono note tre varianti principali. Una variante con ritratto giovanile; una con ritratto maturo, caratterizzato dalla presenza della barba e del tipico berretto; e l’ultima con ritratto maturo ma privo del berretto.

Nella nostra prossima vendita all’incanto, l’Asta 12 che si svolgerà il 23 e 24 maggio 2026, presenteremo un magnifico esemplare che appartiene alla seconda variante, quella con il ritratto di un Guglielmo II maturo e con il berretto.

Nomisma Aste, Asta 12, Lotto 233, CASALE Guglielmo II Paleologo (1494-1518) Doppio Ducato

Asta 12, Lotto 233, CASALE Guglielmo II Paleologo (1494-1518) Doppio Ducato

Un ulteriore elemento distintivo delle emissioni di Guglielmo II Paleologo è rappresentato dallo stemma presente sulle monete di modulo maggiore. Nonostante la dinastia paleologa governasse il Monferrato da oltre due secoli, fino a quel momento sulle monete era stato raffigurato esclusivamente lo stemma del Monferrato, ossia quello della precedente dinastia aleramica. Con questo marchese compare invece per la prima volta lo stemma proprio dei Paleologo, di concezione più complessa e articolata.

Il documento Besson: la chiave per decifrare la storia

Gli studi sulla zecca di Casale di Monferrato sono relativamente recenti e la ricerca storica ha dovuto confrontarsi con una significativa scarsità di documentazione. Un contributo fondamentale alla conoscenza delle emissioni della zecca proviene da un documento scoperto all’inizio del Novecento: un atto redatto il 7 luglio 1511 dal maestro di zecca Claude Besson. In questo documento, Besson elenca le monete coniate fino a quel momento e gli ufficiali impiegati nella zecca.

Il documento menziona esplicitamente la produzione di “grossones cum capite illustrissimi domini marchionis Montisferrati cum birretto et barba; duplas auri eiusdem stampae”, attestando quindi la coniazione di grossoni con il ritratto del marchese con berretto e barba e di doppi ducati in oro ottenuti dallo stesso conio. Il riferimento conferma come il doppio ducato condividesse il conio con il grossone d’argento, oggi più comunemente noto come testone.

L’influenza rinascimentale: il confronto con Milano e Savoia

La pratica di utilizzare il medesimo conio per emissioni in metalli diversi non rappresentava una novità nell’Italia settentrionale del primo Cinquecento. La zecca di Casale di Monferrato, infatti, non esercitava un ruolo dominante nella circolazione monetaria regionale. Si inseriva piuttosto in una tradizione iconografica già affermata nei più influenti sistemi monetari del Ducato di Milano e del Ducato di Savoia. Il confronto con i testoni milanesi rende immediatamente evidente la comune impostazione tipologica, caratterizzata dal ritratto di profilo del sovrano al dritto e dallo stemma dell’ente emittente al rovescio, schema adottato tanto per le emissioni in argento quanto per quelle in oro.

Un capolavoro tra celebrazione e storia della moneta italiana

È possibile che le emissioni di Guglielmo II Paleologo avessero una funzione in parte celebrativa oltre che economica. Tuttavia, esse rappresentano senza dubbio uno dei vertici della numismatica rinascimentale italiana, coniugando qualità artistica, innovazione iconografica e grande interesse storico.

Oggi, la rarità di queste emissioni continua ad esercitare un fascino magnetico. Ogni passaggio in asta di un doppio ducato o di un testone con il ritratto non è solo un evento commerciale, ma la riscoperta di un capitolo fondamentale della storia monetaria italiana, dove l’identità di un territorio si riflette ancora, nitida e fiera, nel profilo del suo signore.

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