Il doppio ducato in oro di Bona di Savoia

Articolo di Greta Gazzaniga

La zecca di Milano e il doppio ducato di Bona di Savoia: storia e numismatica

La zecca di Milano è il cuore pulsante della monetazione rinascimentale italiana. Grazie alla famiglia Sforza, che subentra al comando della città nel 1450, avvengono importanti cambiamenti nelle emissioni monetarie dell’epoca, come ad esempio l’introduzione della lira, meglio conosciuta come testone, nella quale ritornano i ritratti fisionomici delle autorità emittenti del tempo.

Il primo ritratto femminile del Rinascimento su moneta

Tra le varie novità si trova il primo ritratto femminile del Rinascimento su moneta, ovvero il doppio ducato in oro con l’effigie di Bona di Savoia, consorte di Galeazzo Maria Sforza.

Queste monete furono emesse con il preciso scopo di affermare la duchessa e suo figlio come effettivi duchi di Milano. Dopo la morte di Galeazzo Maria Sforza (1476), Bona di Savoia assume la reggenza del ducato all’inizio del 1477. Tuttavia la cerimonia ufficiale in cui il figlio viene effettivamente investito del ruolo di duca di Milano avviene solo nel 1478, a causa della sua giovane età e dei tentativi, da parte dei fratelli del defunto, di appropriarsi del ducato.

Progetti monetari inediti

La sua effigie si trova non solo sul doppio ducato, ma anche su alcuni testoni emessi durante il periodo di reggenza insieme al figlio Giovanni Galeazzo Sforza. Anche se queste sono le uniche monete con la sua immagine giunte fino a noi, probabilmente non furono le prime a essere concepite con il ritratto della duchessa. Infatti, in un documento del 1470 si legge che Galeazzo Maria Sforza aveva chiesto al tesoriere Antonio Anguissola di realizzare 50 pezzi del valore di due ducati con l’effigie della duchessa, battendoli o stampandoli. Non si sa se queste “monete” siano mai state effettivamente emesse, ma il documento dimostra che era già in programma una moneta con il doppio ritratto dei due consorti.

Emilio Motta, Documenti Visconteo-Forzeschi per la storia della zecca di Milano in Rivista Italiana di Numismatica del 1894

Emilio Motta, Documenti Visconteo-Forzeschi per la storia della zecca di Milano in Rivista Italiana di Numismatica del 1894

Non è l’unico caso in cui i documenti attestano la realizzazione del ritratto della duchessa per questo scopo. Nello stesso anno, 1470, sempre dai documenti della zecca, si apprende di un ordine di dieci medaglie d’oro del valore complessivo di 10.000 ducati, che dovevano raffigurare Bona. Nel documento si legge che gli incaricati di quest’opera erano Zanetto Bugatto, pittore inviato dallo stesso duca a ritrarre la futura consorte durante le trattative matrimoniali, e Matteo da Civate, il cui figlio Ambrogio era stato incaricato di ritrarre la duchessa per la precedente richiesta dei 50 pezzi da due ducati.

Purtroppo, questi ritratti non sono sopravvissuti fino ai giorni nostri e di Bona di Savoia rimangono solo alcuni dipinti e affreschi, che differiscono dal ritratto presente sulle monete.

Analisi iconografica del doppio ducato in oro

Non è possibile avere una certezza assoluta, ma molto probabilmente il ritratto presente su queste monete fu realizzato in un secondo momento. Sul doppio ducato, infatti, Bona è raffigurata con il figlio in un’età già più avanzata e indossa il velo del lutto; negli esemplari meglio conservati si può osservare anche il filo di perle che contorna il velo della duchessa. Questo dettaglio non compare nei ritratti superstiti, che la raffigurano con una cuffia diversa da quella presente sulle monete.

Nomisma Aste, Asta 2, Lotto 737, MILANO Bona di Savoia e Gian Galeazzo Maria Sforza (1476-1481) Doppio ducato

Asta 2, Lotto 737, MILANO Bona di Savoia e Gian Galeazzo Maria Sforza (1476-1481) Doppio ducato

Un ulteriore elemento che suggerisce una realizzazione successiva del ritratto è la legenda che circonda l’effigie. Giovanni Galeazzo Sforza è, infatti, indicato come sesto duca di Milano, titolo che aveva già ereditato dal padre. Per quanto riguarda la datazione dell’emissione di queste monete, disponiamo di una data certa, il 1479. Infatti, nella Cronaca Civitatis Placentiae di Giovanni Agazzari e Antonio Francesco Villa si riporta che proprio in quell’anno furono emessi sia i testoni sia i doppi ducati con l’effigie della reggente.

Vere rarità numismatiche

Le monete di Bona di Savoia ebbero un periodo di circolazione brevissimo. Nel 1480, infatti, Ludovico il Moro costrinse la duchessa ad abdicare e a ritirarsi nel castello di Abbiategrasso.

Data la rarissima reperibilità di questi pezzi, essi rappresentano un vero fiore all’occhiello per il collezionismo d’élite. Abbiamo avuto il privilegio di presentare un esemplare di questo raro doppio ducato (Lotto 737, Asta 2), che ha raggiunto l’eccezionale cifra di 32.500,00.

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