Articolo di Greta Gazzaniga
Un viaggio nella monetazione più simbolica della Serenissima
Nel periodo natalizio, quando il tema del dono torna centrale, è naturale volgere lo sguardo a una delle espressioni più affascinanti della monetazione veneziana: le oselle. Monete ambite dai collezionisti non solo per la loro bellezza e rarità, ma soprattutto per il profondo valore storico e simbolico che racchiudono.
Le oselle nascono come sostituzione di un’antica consuetudine: ogni anno, proprio in prossimità del Natale, il doge donava ai membri del Maggior Consiglio un tributo in selvaggina, in particolare anatre selvatiche dalle zampe rosse. A partire dal dogato di Antonio Grimani (1521-1523), questo dono venne trasformato in una moneta d’argento di valore equivalente. Il nome stesso “osella” deriva dal dialetto veneziano, in cui oselo indicava l’uccello.
Le origini delle oselle
In origine le oselle erano coniate esclusivamente in argento e soggette a regole iconografiche molto precise. Al dritto compariva il doge inginocchiato davanti a San Marco, nell’atto di ricevere lo stendardo della Repubblica; al rovescio, una legenda riportava il nome del doge, la formula PRINC VENE MUNUS e l’anno di dogato.
Questo schema, tuttavia, lasciò presto spazio a una maggiore libertà espressiva. Le oselle iniziarono a celebrare avvenimenti politici, militari e diplomatici dell’anno di emissione, trasformandosi in autentici documenti storici, talvolta diretti, talvolta affidati al linguaggio dell’allegoria.
Le oselle protagoniste della nostra Asta di Natale
Un esempio particolarmente toccante è l’osella di Domenico II Contarini (lotto 517), che riflette uno dei momenti più dolorosi della storia veneziana.
Asta di Natale, Lotto 517, VENEZIA Domenico Contarini (1659-1675) Osella in oro da 4 Zecchini 1669 An. XI
Nel 1669, undicesimo anno del suo dogato, si concluse la lunga guerra contro l’Impero Ottomano per il controllo dell’isola di Candia (l’odierna Creta), con la definitiva perdita del territorio da parte della Serenissima. Il rovescio di questa osella, così carico di significato, venne ripreso anche nelle successive emissioni in argento e oro del dogato, segno di una ferita storica profonda e mai rimarginata.
Con l’ascesa di Nicolò Sagredo, la prima osella d’argento del nuovo doge (lotto 518) sembra invece voler guardare al futuro. La legenda AEQUA TEMPERAT ARTE — “Governare con giusto equilibrio” — accompagna la raffigurazione della costellazione della Bilancia, simbolo della volontà di ristabilire ordine e stabilità dopo la perdita di Candia.
Asta di Natale, Lotto 518, VENEZIA Nicolò Sagredo (1675-1676) Osella An. I (1675)
Le vicende belliche contro l’Impero Ottomano proseguirono con la Guerra di Morea. Un episodio decisivo fu la conquista veneziana del porto e della fortezza di Corone nel 1685. L’evento è celebrato con grande forza espressiva nell’osella d’argento di Marc’Antonio Giustinian (lotto 519), dove il leone di San Marco, con la spada sguainata, osserva minaccioso la fuga dei soldati turchi dalla roccaforte appena conquistata.
Asta di Natale, Lotto 519, VENEZIA Marc’Antonio Giustinian (1684-1688) Osella An. II (1685)
Venezia e il papato
Anche i rapporti con la Santa Sede trovano spazio nella monetazione veneziana. Nell’osella d’argento di Francesco Loredan del 1759 (lotto 523), il rovescio mostra delle rose in un vaso, chiaro riferimento alla Rosa d’Oro, simbolo della benevolenza papale, donata da Clemente XIII a Venezia, sua città natale.
Asta di Natale, Lotto 523, VENEZIA Francesco Loredan (1752-1762) Osella 1759 An. VIII
Infine, a chiudere idealmente questo percorso, una serie di oselle in oro e argento (lotti 527, 529 e 530) ricorda la visita di papa Pio VI a Venezia, durante il viaggio di ritorno dall’incontro con l’imperatore Giuseppe II a Vienna. Le monete raffigurano la tiara pontificia con le chiavi e il corno ducale del doge, posti su piedistalli allo stesso livello: un’immagine potente, che esprime equilibrio e rispetto reciproco tra autorità spirituale e potere temporale.
Asta di Natale, Lotto 527, VENEZIA Paolo Renier (1779-1789) Osella in oro da 4 Zecchini 1782 An. IV
Asta di Natale, Lotto 529, VENEZIA Paolo Renier (1779-1789) Osella 1782 An. IV
Asta di Natale, Lotto 530, VENEZIA Paolo Renier (1779-1789) Osella 1782 An. IV
Le oselle veneziane non sono semplici monete, ma veri e propri racconti in metallo: testimonianze di guerre, diplomazia, fede e politica, capaci di restituirci, secoli dopo, la voce della Serenissima. Un dono natalizio d’altri tempi che continua ancora oggi ad affascinare collezionisti e studiosi.
Per approfondire:
- Leggi il blog post Clemente XI: storia, arte e simboli nelle monete dell’Asta di Natale
- Leggi il blog post Verona, Bologna, Urbino e papa Giulio II
- Leggi il comunicato dell’Asta di Natale






