Articolo di Greta Gazzaniga
Un evento maestoso
L’incoronazione di Giorgio IV fu un evento senza precedenti e uno dei più suntuosi ricordati dai contemporanei. Per l’occasione il nuovo sovrano fece spendere allo Stato la bellezza di oltre 200.000 sterline, mentre per la cerimonia di Giorgio III ne erano state spese appena 10.000. Inoltre, commissionò alla gioielleria Rundell & Bridge una nuova corona per l’incoronazione, in sostituzione della tradizionale Corona di Sant’Edoardo.
Una medaglia innovativa
Anche la medaglia commemorativa dell’evento non fu estranea alle novità per l’epoca. Questa medaglia fu realizzata nei tre metalli principali — oro, argento e bronzo — e nella nostra prossima asta, l’Asta 12 che si terrà il 23 e 24 maggio 2026, è presente l’emissione più preziosa, in oro.
Il genio di Benedetto Pistrucci
Il compito di incidere i coni fu affidato a Benedetto Pistrucci, medaglista italiano che lavorò per la zecca inglese dal 1816 fino agli anni quaranta dell’Ottocento. La zecca avrebbe voluto che Pistrucci utilizzasse per il dritto il ritratto del re eseguito da Thomas Lawrence, pittore di corte. Tuttavia, l’artista si rifiutò di copiare il lavoro altrui. Realizzò, quindi, un ritratto dal vero del sovrano, raffigurato con profilo laureato e capelli pettinati in avanti, come era di moda all’epoca, ma anche in evidente richiamo ai ritratti degli imperatori romani.
Al rovescio compare la scena dell’incoronazione: al centro il sovrano è seduto non sulla tradizionale Sedia di Sant’Edoardo, bensì su un trono differente, mentre viene incoronato dalla Vittoria alata. Di fronte a lui avanzano tre figure per rendere omaggio al nuovo re: sono le personificazioni di Inghilterra, Scozia e Irlanda. Esse sono rappresentate come Minerva ma con elmi differenti, sui quali compaiono i rispettivi simboli — la rosa, il cardo e il trifoglio.
Questa scelta, oltre a costituire un’idea estremamente innovativa per l’epoca, rappresentava anche un messaggio di rinnovamento da parte della zecca inglese, che passava dalla semplice rappresentazione araldica a un’immagine allegorica e dinamica. Tale novità non influenzò soltanto le medaglie, ma anche le monete di Giorgio IV, che ripresero il ritratto ideato per la medaglia. Egli fu tuttavia l’ultimo sovrano inglese a essere raffigurato laureato sulle proprie monete.

Asta 12, Lotto 1223, REGNO UNITO Giorgio IV (1820-1830) Medaglia 1821 incoronazione di Giorgio IV avvenuta il 19 luglio 1821 – Opus: Benedetto Pistrucci
Il curioso episodio dell’approvazione reale
Un’ultima particolarità riguarda un episodio avvenuto quando le prove del dritto e del rovescio furono sottoposte al sovrano per l’approvazione. Secondo le testimonianze di Pistrucci e di altri membri della zecca, Giorgio IV rimase entusiasta del proprio ritratto. Non accolse, però, di buon grado l’idea di essere posto allo stesso livello delle allegorie dei tre regni. Quando il direttore della zecca riferì la critica a Pistrucci, l’artista si rese conto di non avere il tempo necessario per incidere un nuovo conio. Rispose, infatti, che l’unica soluzione era “elevare il sovrano”.
Pistrucci realizzò quindi un gradino sul conio, rialzando la figura del re in modo che risultasse sopraelevata rispetto alle altre. Questo episodio è stato forse ricondotto al tentativo di imitare le monete romane. Infatti, su un sesterzio di Vitellio si può osservare l’imperatore seduto su un trono posto sopra un piedistallo, mentre tre figure di cittadini avanzano verso di lui.
La medaglia dell’incoronazione di Giorgio IV rappresenta molto più di una semplice celebrazione ufficiale. È il punto d’incontro tra arte, politica e propaganda, dove ogni dettaglio iconografico contribuisce a definire l’immagine del potere.
Medaglia per l’incoronazione di Giorgio IV, protagonista dell’Asta 12
Il genio di Benedetto Pistrucci emerge non solo nella qualità incisoria, ma anche nella capacità di interpretare — e talvolta risolvere — le esigenze di un sovrano attento alla propria rappresentazione. Ne nasce un’opera innovativa, capace di influenzare profondamente la produzione monetaria successiva e di dialogare, al tempo stesso, con la grande tradizione classica.
Proprio per questo, l’esemplare in oro che sarà protagonista della sezione medaglie della nostra Asta 12, in programma il 23 e 24 maggio, non è soltanto un lotto di eccezionale rarità, ma un vero capolavoro della medaglistica europea. Un oggetto destinato a distinguersi, capace di attirare l’attenzione dei grandi collezionisti internazionali — e, con ogni probabilità, uno dei momenti più attesi dell’intera vendita.
Per approfondire:
- Leggi il blog post Una and the Lion, 5 Pounds 1839
- Leggi il blog post Dal Tevere al Taro, passando per i Castelli Romani: i ponti nelle medaglie dell’Asta 11