L’Osella dei 500: La moneta di Murano che raccontò l’ultimo atto della Serenissima

Articolo di Greta Gazzina

La città di Murano e le sue oselle uniche

La città di Murano rappresenta un unicum nel panorama numismatico italiano. La fedelissima cittadina della Repubblica di Venezia ottenne nel XVI secolo il diritto di farsi coniare le cosiddette monete-medaglie, definite oselle. Oltre a queste emissioni speciali, non furono mai coniate altre monete o medaglie.

Queste oselle, rispetto a quelle veneziane, si distinguono per la minore quantità in circolazione e per i nomi riportati, accompagnati dai relativi stemmi delle famiglie. Infatti, di solito su queste monete si trovano i nomi del doge e del podestà. A partire dal 1688, si trovano anche i nomi dei quattro deputati di Murano. Questi ultimi erano cittadini muranesi in contatto con la Serenissima.

Il 1796 e la minaccia napoleonica

Tra le 108 oselle muranesi oggi conosciute, si annovera l’ultima coniata nel 1796, la cosiddetta “osella dei 500”. La storia della Repubblica veneziana non ebbe una felice conclusione, poiché i moti rivoluzionari francesi coinvolsero la Repubblica. L’anno successivo, nel 1797, essa concluse la sua storia quasi millenaria, passando prima sotto occupazione francese e successivamente sotto il dominio austriaco come provincia veneta.

Tutto ebbe inizio l’anno precedente, precisamente il 10 maggio 1796, quando, dopo la sconfitta nella battaglia di Lodi, le truppe austriache furono costrette a ritirarsi nei territori della Repubblica veneziana. All’inizio della guerra franco-austriaca, la Serenissima optò per una politica di neutralità per evitare di essere coinvolta nel conflitto. Cogliendo l’occasione, Napoleone continuò progressivamente a conquistare le città-fortezza venete, inoltrandosi sempre più nel territorio fino a far navigare flotte armate straniere nel Mar Adriatico. A questo punto, la Repubblica, sentendosi circondata dalle truppe napoleoniche, si vide costretta a difendere la città di Venezia.

La risposta di Murano: 500 volontari per la Serenissima

Infatti, un vecchio decreto che impediva l’ingresso di navi armate nella laguna convinse il Senato a organizzare fortificazioni e blocchi in tutta la laguna, per impedire gli accessi sia dalla terra sia dal mare. Probabilmente proprio in questo clima giunse una lettera inviata dai deputati muranesi ai Provveditori straordinari alla difesa dei litorali e della laguna di Venezia.

In questo documento, datato 10 giugno 1796, i deputati mettevano a disposizione della Repubblica 500 uomini volontari, pronti a impugnare le armi. Se necessario, essi erano pronti a dare la vita per la sua difesa, sapendo che la cittadina di Murano contava 5000 abitanti all’epoca. Non si sa quale fu il destino di questi volontari, ma dai documenti emerge che non solo la Repubblica li reclutò ufficialmente, ma li equipaggiò adeguatamente con divise e armi, organizzandoli in quattro battaglioni.

I capitani e i deputati impressi sulla moneta

Oggi è possibile risalire ai nomi di tutti questi volontari e si sa che il gruppo fu suddiviso in quattro compagnie di circa 125 uomini ciascuna, ognuna guidata da un capitano. Questi ultimi erano Giorgio Barbaria (nominato comandante generale dell’intera compagnia), Giovanni Marini, Antonio Ongaro e Francesco Motta. Tre di essi erano deputati della città di Murano, i cui nomi e stemmi sono riportati proprio sull’osella.

Nomisma Aste, Asta 12, VENEZIA Ludovico Manin (1789-1797) Osella per Murano da 4 Zecchini 1796

Asta 12, VENEZIA Ludovico Manin (1789-1797) Osella per Murano da 4 Zecchini 1796

L’ultima Osella del 1796 e il tributo al popolo veneto

Come stabilito negli accordi con la città di Murano, una parte di queste oselle era destinata a personalità specifiche. La quantità di metallo in eccesso, invece, veniva coniata e messa in vendita per i privati cittadini. Nonostante le enormi difficoltà in cui versava la Repubblica in quei mesi, verso la fine dell’anno la città coniò, come di consueto, oselle in argento e in oro. Tra queste l’osella da 4 zecchini del 1796, di cui si conosce un’unica variante nella versione più preziosa, presentata al lotto 580 della nostra Asta 12.

Nonostante la pressione a cui fu sottoposto il doge Ludovico Manin negli ultimi mesi del suo dogado, è significativo che le sue ultime due oselle, di Murano e di Venezia, siano dedicate al sostegno che i cittadini offrirono alla Repubblica.

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